Radio. Le Onde Medie in Europa dopo il fallimento del DRM: cenni storici, chi è attivo oggi e quali sono (se ci sono) le prospettive future

caroline europa le onde medie in europa

Il mondo è sempre più digitale in numerosi suoi aspetti: automobili a guida autonoma o comunque controllate da microprocessori, aspirapolvere-robot che girano per le nostre case quando non siamo presenti, telefoni che sono dei veri e propri computer tascabili: l’elenco è interminabile. Anche la TV è da tempo uno strumento digitale, mentre il settore della radio sembra essere uno dei più conservatori: la FM, tecnologia analogica inventata nel 1935 e attuata nel 1939, fa ancora la parte del leone.

Sintesi

In Italia, la modulazione in ampiezza (AM) è quasi scomparsa dal Servizio Pubblico, relegata a poche emittenti private a bassa potenza, mentre la FM, tecnologia analogica del 1935, continua a prevalere.
Nel resto d’Europa, la transizione dalla AM alla FM e al digitale broadcast (DAB+) è iniziata decenni fa: paesi come Francia e Germania hanno gradualmente abbandonato le onde medie, spesso a causa  degli elevati costi energetici, mentre la Spagna mantiene il servizio AM attivo, anche se in declino.
Storiche emittenti sovranazionali, come Radio Lussemburgo o Radio Monte Carlo, hanno segnato un’epoca; ma molte trasmissioni, incluse quelle propagandistiche come Radio Free Europe, sono terminate. Le ultime con un decreto del presidente Trump il 16 marzo 2025.
Il fallimento del Digital Radio Mondial (DRM) e la possibilità di fruire di tutti i programmi via internet mettono in dubbio il futuro delle Onde Medie.

Deboli tentativi in extremis

Si osserva tuttavia un tentativo, in Italia, Germania e forse in Francia, di rilanciare le onde medie con emittenti a bassa potenza, sfruttando una nicchia di mercato basata su contenuti originali e locali, lontani dall’uniformità delle grandi reti FM.
Se queste emittenti riusciranno a catturare un proprio pubblico con la forza dei contenuti, le onde medie potrebbero conquistare un ultimo, significativo successo prima dell’inevitabile oblio.

Nota

Nell’articolo alterniamo il termine OM (Onde Medie, una banda di frequenze) con AM (Modulazione di Ampiezza, una metodologia di modulazione). I termini sono spesso usati come sinonimi, in quanto le OC (onde corte) sono ormai dimenticate e il DRM (una modulazione digitale che può essere usata in OC o OM) e di fatto fallito.

Da risorsa scarsa a scarsa risorsa

La modulazione in ampiezza (AM) invece, abbandonata in Italia da tempo dal Servizio Pubblico, è oggi popolata da poche emittenti private a bassa potenza: c’è chi pensa si tratti di un modo di trasmettere tuttora efficace, chi pensa sia troppo energivoro e chi ritiene si tratti di una sorta di hobby per baby boomers che possono permetterselo.
Ma qual è la situazione delle Onde Medie in Europa? Quali le prospettive, se esistono?
NL ha provato a fare una rapida analisi.

Cenni storici

La maggior parte dei paesi europei ha iniziato da molti decenni un processo di migrazione dalla AM alla FM. Inizialmente tramite il symulcast di emissioni AM, successivamente con una programmazione separata, a volte utilizzando lo stesso brand con minime variazioni (come nel caso delle londinesi Radio Capital e Capital Gold).

Italia

In Italia la radio ha visto la trasmissione simultanea nelle due tecnologia dalla nascita della FM (anni ’50 del secolo scorso) fino al 1982, quando con StereoRai (in effetti, Rai StereoUno e Rai StereoDue) assistemmo a programmazioni differenziate. Esperimento durato solo dodici anni, nonostante disporre di cinque reti principali (e non solo tre) avrebbe in teoria permesso ai politici di assegnare un maggior numero di “poltrone”.

Emittenti a vocazione sovranazionale

A livello europeo esistevano in passato alcune emittenti i cui trasmettitori e sistemi radianti erano concepiti per indirizzare i propri segnali in paesi differenti da quelli degli impianti di trasmissione. Tra questi i famosi 208 metri di Radio Lussemburgo (1,2 MW, indirizzati a Germania e Regno Unito), i 205 metri di RMC Radio Monte Carlo (300 KW o 600 KW, indirizzati a Francia e Italia), Radio Europe 1 ed altre.

Emittenti a carattere informativo e propagandistico

Sono inoltre continuate per molti anni – anche dopo il crollo dell’impero sovietico – le emissioni indirizzate oltre l’ex muro di Berlino, spesso in Onde Corte ma anche in Onde Medie, da parte di entità legate all’amministrazione USA.

Radio Free Europe/Radio Liberty

Radio Free Europe/Radio Liberty, ad esempio, disponeva di una popolare emissione in Onde Medie sui 1197 kHz da Monaco (di Baviera), disattivata nel 2007.

Donald Dixit

Tutte queste emissioni, incluse quelle in Onde Corte, sono terminate il 16 marzo 2025, quando un decreto presidenziale USA Donald Trump ha posto (definitivamente?) fine alla vita di queste stazioni che – ad onor del vero – sembravano avere ormai un‘audience decisamente ridotta (e comunque non proporzionata al numero di personale giornalistico impiegato).

fm - Radio. Le Onde Medie in Europa dopo il fallimento del DRM: cenni storici, chi è attivo oggi e quali sono (se ci sono) le prospettive future

Isofrequenza

A livello tecnico in Europa, in particolare in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, sono state a volte create reti AM in isofrequenza, con più trasmettitori che emettono gli stessi programmi.

EIAR/RAI

Questa tecnica è stata utilizzata anche in Italia da EIAR/RAI nei cosiddetti ‘gruppi sincronizzati’ (l’immagine riportata proviene da un Radiocorriere del gennaio 1955).
Ma andiamo ad analizzare alcuni importanti paesi.

Francia

La storia della radiofonia francese ha visto una transizione graduale dalle onde medie e lunghe alle trasmissioni FM e, solo ultimamente, al DAB+, segnando un’evoluzione unica nel panorama europeo.

Reti pubbliche

Fino agli anni ’80, France Culture trasmetteva su onde medie con programmi separati, come la stazione nostalgica Radio Bleue al mattino e contenuti educativi nel pomeriggio. Tuttavia, a partire dal 1980, la maggior parte dei programmi di France Culture migrò esclusivamente su FM, mentre le onde medie furono dedicate a Radio Bleue, che negli anni ’90 prese il controllo dell’intera rete.

Radio Bleue

Nel 2000, Radio Bleue si fuse con le reti FM locali, dando vita a France Bleu, che possiamo paragonare a un ipotetico ‘Gazzettino padano‘ in onda durante l’intera giornata.

Stazioni commerciali

Prima degli anni ’80, in Francia non esistevano stazioni commerciali AM. Quattro emittenti trasmettevano però dall’estero: RTL dal Lussemburgo, Europe 1 dalla Germania, Radio Monte Carlo (oggi RMC Info) da Monaco e Sud Radio da Andorra.

Obiettivi francesi

Queste stazioni utilizzavano onde lunghe per raggiungere gran parte del territorio francese. Dalla fine degli anni ’80, ottennero licenze per trasmettere su FM nelle città francesi, ma mantennero i trasmettitori a onde lunghe per colmare i vuoti di copertura.

Costi eccessivi

Tuttavia, anche queste trasmissioni sono giunte al termine di recente, a volte per eccessivi costi energetici (in un incontro alcuni anni fa il CEO di Monaco Media Diffusion ci aveva parlato di circa 75.000 euro al mese per il solo trasmettitore di RMC sui 216 kHz), a volte per banali guasti che non valeva la pena (o non era possibile) riparare.

RMC

Vale la pena invece sottolineare come gli impianti di RMC non siano stati smantellati e le torri siano tuttora presenti – ancorché inattive. In merito, in occasione della visita a Roumoules del Principe Alberto II a fine 2024, MMD aveva lasciato intendere di un proprio progetto innovativo di cui aveva però fornito ben pochi dettagli.

Progetti correlati

Queste le parole pronunciate in quell’occasione: ‘Siamo attualmente in fase di test. Speriamo di rilanciare l’attività attraverso progetti correlati che combinano radio, digitale ed energia. Dovremmo essere pronti per la fine del 2024 o l’inizio del 2025.’

p - Radio. Le Onde Medie in Europa dopo il fallimento del DRM: cenni storici, chi è attivo oggi e quali sono (se ci sono) le prospettive future

Bretagne5

Per chiudere con la Francia, vale la pena segnalare la sola stazione oggi attiva. Si tratta di Bretagne5, radio generalista regionale trasmessa dalla Bretagna in onde medie su 1593 kHz (e ovviamente su web, app e in DAB+, a Brest). Bretagne 5 propone un programma composto da informazioni regionali, reportage, rubriche e magazine. Il trasmettitore (Telefunken) vanta una potenza di 10 kW.

Germania Ovest

In Germania, la radio AM ha avuto un ruolo significativo grazie a una struttura unica che combinava emittenti pubbliche nazionali e regionali. Nella Germania Ovest si svilupparono due reti AM: una nazionale, gestita da Deutschlandfunk (DLF), e una regionale, con stazioni che trasmettevano programmi distinti. Le emittenti regionali iniziarono presto a privilegiare la FM per le nuove stazioni, mentre Deutschlandfunk avviò una rete FM solo alla fine degli anni ’80.

Germania Est

Nella ex Germania Est, prima dell’unificazione, esistevano cinque reti nazionali: quattro trasmettevano su AM e FM, mentre una era solo su FM. Dopo il 1990, una di queste reti divenne Deutschlandradio Berlin (DLRB), con un servizio nazionale, mentre le altre furono sostituite da emittenti regionali, principalmente su FM. Sia DLF che DLRB (attuale Deutschlandfunk Kultur) mantennero reti AM, rispettivamente per l’Ovest e l’Est, offrendo programmi come notizie, informazioni di viaggio e contenuti per immigrati, per compensare la copertura FM non sempre completa.

Anni 2000

Negli anni ’90 e nei primi 2000, alcune stazioni commerciali tentarono di emergere su AM, utilizzando frequenze ex internazionali, dell’Est o nuove allocazioni a bassa potenza. Tra queste, Megaradio cercò di creare una rete nazionale di musica pop e dance, ma chiuse nel 2003. Radioropa, una stazione di notizie per l’ex Germania Est su onde lunghe, con alcuni trasmettitori FM a Ovest, fallì anch’essa. A partire dal 2009, i broadcaster pubblici, come ad esempio Hessischer Rundfunk, iniziarono a spegnere i trasmettitori AM.

Dismissioni

Gli ultimi trasmettitori AM dell’American Forces Network cessarono nell’ottobre 2016, mentre le trasmissioni in lingua tedesca dal Lussemburgo terminarono nello stesso anno.

Austria, Svizzera, Germania deAMizzate…

Dal 2016, con Austria e Svizzera già prive di AM da anni, la Germania ha abbandonato definitivamente questa tecnologia, segnando la fine di un’era radiofonica.

… con qualche eccezione

Con alcune eccezioni: ad oggi, 2025, la Germania ospita un piccolo ma attivo gruppo di stazioni in Onde Medie, utilizzate principalmente per scopi educativi, museali e comunitari.

rm - Radio. Le Onde Medie in Europa dopo il fallimento del DRM: cenni storici, chi è attivo oggi e quali sono (se ci sono) le prospettive future

Pezzi da museo

Un interessante esempio di questo tipo di stazioni è il Rundfunk Museum (museo della radiodiffusione).

Esemplare in esposizione

Il museo dispone di un trasmettitore a onde medie che opera quotidianamente sulla sua frequenza originale di 801 kHz con un programma di prova e potenza ridotta. L’antenna, pienamente funzionale, è situata sul tetto del palazzo ed è una replica in scala ridotta dell’originale.

Spagna

La Spagna è uno dei pochi paesi europei che ha continuato a trasmettere un servizio radio AM completo, con la presenza di emittenti pubbliche e commerciali.
Ci sono quattro reti nazionali su AM, oltre ad alcune stazioni indipendenti. RNE1 e RNE5 sono pubbliche, mentre COPE e SER sono commerciali.

SER

La famosa Cadena SER, nota per il suo ruolo nell’ambito della ricostruzione di una Spagna democratica dopo l’era del dittatore Franco, dispone di numerose frequenze in Onde Medie in svariate località, elencate a questo indirizzo. La frequenza di Madrid, 810 kHz, viene operata con 50 kW.

Declino

Ma anche in Spagna le OM stanno terminando la loro corsa: RNE, la Radio Nacional de España, ha ridotto di due volte la potenza del suo trasmettitore RNE1 più performante, l’ultima nel 2022. Alcuni trasmettitori AM sono stati disattivati a partire dal 2013, ma il ritmo degli spegnimenti è aumentato dal 2022, quando SER ha smesso di mantenere i suoi trasmettitori AM.

Regno Unito

L’inghilterra ha avuto per anni un parco AM molto attivo, con nuove licenze assegnate anche pochi anni fa. Ma le cose stanno cambiando: in generale possiamo affermare che la BBC, complice i reiterati tagli al proprio budget ma anche il suo essere stata una ‘early adopter‘ del DAB, sta progressivamente disattivando i vari trasmettitori, per lo più dedicati oggi a Radio 5 Live e a qualche stazione BBC locale.

Caroline

Resta attiva, sulla gloriosa frequenza ex BBC World Service dei 648 kHz (con 4 kW), Radio Caroline, la prima vera radio privata e pirata d’Europa (aveva iniziato le trasmissioni il 28 marzo 1964 con ‘Not Fade Away‘ dei Rolling Stones). Essendo stati necessari ‘solo’ 53 anni per ottenere una licenza e poter dunque operare legalmente dubitiamo che intenda desistere presto.

Svizzera

Altri paesi, come la Svizzera, hanno da tempo abbandonato la AM (e di recente anche la FM) per cui non vale neppure la pena citarli in un articolo dedicato alle prospettive della modulazione di ampiezza.

Il fallimento del DRM

Una nota riguardante il DRM, Digital Radio Mondial. Si tratta/trattava di una tipologia di modulazione pensata per le OM e le OC, simile a quella adottata nel DAB (Coded Orthogonal Frequency Division Multiplexing, COFDM), anche se con un numero differente di bit per sottoportante.

COFDM

Il termine COFDM non deve spaventare: si tratta semplicemente di uno schema di modulazione che divide un singolo segnale digitale su 1.000 o più portanti di segnale simultaneamente. I segnali vengono inviati ad angoli retti l’uno rispetto all’altro – da qui il termine ortogonale – in modo da non interferire tra loro.

Sperimentazioni deludenti

I risultati di tutte le sperimentazioni DRM (in Italia da parte di RAI Radio 2 su 694 kHz e Radio Vaticana su 1611 kHz) sono stati disastrosi, in termini di qualità di ascolto, disturbi alle emittenti adiacenti e assenza totale di ascoltatori.

Peggio del DAB

Parlando di qualità di ascolto, occorre ricordare come in DRM Il numero di bit disponibili su un canale standard largo 10 kHz (la spaziatura tra le emittenti OM in Europa) è/era pari a circa 15 kbps, un record (negativo) che neppure i multiplex DAB+ italiani – con la loro continua corsa al ribasso – sono per ora riusciti a eguagliare.

Niente DRM in Europa

Tutte le sperimentazioni europee sono ormai terminate. Sembra che il DRM sia oggi attivo in India, ma certamente in Europa questo non è il caso. Se lo fosse, sarebbe molto facile rendersene conto, considerato il classico e insopportabile suono (disturbo) che si poteva ascoltare anche solo “avvicinandosi” ad un’emittente DRM girando la sintonia di una classica radio AM.

Conclusioni

In Italia, Germania e Francia si sta cercando – a fatica – di identificare una nuova nicchia di mercato che allunghi la vita alle Onde Medie. Questa gamma di frequenze, una risorsa preziosa, rischia altrimenti di essere sprecata a fronte del fallimento del DRM. In queste nazioni si sperimentano emittenti a bassa potenza, i cui segnali possono viaggiare parecchio in un’Europa ormai quasi priva di segnali.

Content is King

Ma Il punto cruciale non è tanto la potenza quanto i contenuti: alcune di queste emittenti, forse proprio per merito di iniziative di singoli appassionati o di piccole comunità, stanno sperimentando format molto distanti da quelli globalmente uniformi delle grandi reti FM.

Perché OM se IP è più prossimo?

Per assurdo, gli ascoltatori potrebbero scegliere di fruire comunque di queste emittenti via IP (certamente più prossimo all’utente) anziché sulle Onde Medie (tutti hanno uno smartphone connesso, ormai; ma non tutti un ricevitore OM).

Tecnologia vintage

Ma in ogni caso, se questo scenario si realizzerà, se la possibilità di fare del broadcasting con una tecnologia vintage permetterà la nascita di numerose iniziative editoriali, le Onde Medie avranno ottenuto un ultimo, non trascurabile successo.

P.S.

A proposito di iniziative editoriali: un po’ di coerenza col contesto non farebbe male. Assumendo che le Onde Medie sono una tecnologia che suscita soprattutto ricordi e nostalgia da parte di chi l’ha impiegata negli anni precedenti agli ’80, stona non poco ascoltarvi contenuti successivi a quelli degli anni 70. Come guardare un film a colori su un tv in bianco/nero. (M.H.B. per NL)

Questo sito utilizza cookie per gestire la navigazione, la personalizzazione di contenuti, per analizzare il traffico. Per ottenere maggiori informazioni sulle categorie di cookie, sulle finalità e sulle modalità di disattivazione degli stessi clicca qui. Con la chiusura del banner acconsenti all’utilizzo dei soli cookie tecnici. La scelta può essere modificata in qualsiasi momento.

Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.

Questi strumenti di tracciamento sono strettamente necessari per garantire il funzionamento e la fornitura del servizio che ci hai richiesto e, pertanto, non richiedono il tuo consenso.

Questi cookie sono impostati dal servizio recaptcha di Google per identificare i bot per proteggere il sito Web da attacchi di spam dannosi e per testare se il browser è in grado di ricevere cookies.
  • wordpress_test_cookie
  • wp_lang
  • PHPSESSID

Questi cookie memorizzano le scelte e le impostazioni decise dal visitatore in conformità al GDPR.
  • wordpress_gdpr_cookies_declined
  • wordpress_gdpr_cookies_allowed
  • wordpress_gdpr_allowed_services

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi

Ricevi gratis la newsletter di NL!

SIT ONLINE abbonamento circolari Consultmedia su scadenze ordinarie e straordinarie settore radio-tv-editoria: [email protected]

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER