Radio. Il problema della scomparsa delle antenne auto: al primo posto per l’automotive c’è ormai l’estetica, non la ricezione radiofonica

Mercedes antenna auto

C’è un problema per la radiofonia, che sta crescendo di anno in anno: la scomparsa delle antenne auto esterne sulle nuove vetture (soprattutto quelle di classe alta), sostituite da soluzioni per la ricezione interna che tuttavia penalizzano fortemente la qualità dei segnali FM e soprattutto DAB+ e conseguentemente la fruibilità dei contenuti.
NL fa il punto della situazione col contributo di esperti – non tutti concordi sulla questione, invero -, ma che sono tutti d’accordo su una pericolosa strategia di disintermediazione dei broadcaster in corso da parte dell’industria automobilistica.

Sintesi

Le antenne auto tradizionali stanno scomparendo dai modelli più costosi, sostituite da soluzioni interne meno efficienti. Paradossalmente, le vetture economiche con mini-stilo garantiscono una ricezione FM/DAB+ migliore. L’assenza delle antenne esterne è dettata da esigenze estetiche e di riduzione costi.
Le antenne shark, più compatte, penalizzano la ricezione per limiti strutturali. Quelle interne, posizionate su parabrezza o cruscotto, riducono ulteriormente la qualità del segnale, influenzata da polarizzazione e orientamento del veicolo rispetto al trasmettitore radiofonico.
L’uso di amplificatori può mitigare il problema, ma non risolve la perdita di segnale nelle antenne interne, specialmente per il DAB+. Il costo aggiuntivo di un’antenna migliore è minimo (circa 25 euro), ma la priorità dei costruttori è il design e l’integrazione con i sistemi di infotainment.
Marco Cavestro, esperto di digital audio broadcasting, sottolinea l’importanza delle autoradio e dei ricevitori multipli per la qualità della ricezione.
Sul lato opposto, gli ingegneri Francesco Berti (Itel) e Massimo Rinaldi (Com-Nect), che evidenziano rispettivamente la pessima qualità dei software degli infotaintment e la spinta delle case automobilistiche verso lo streaming, trascurando la ricezione FM/DAB+.
Intanto, LG e Saint-Gobain Sekurit sviluppano un’antenna adesiva trasparente per i vetri, con prestazioni discusse dagli operatori radiofonici. L’industria radio, priva di strumenti di intervento, potrebbe puntare su normative UE e prominence per i Servizi di Interesse Generale (le emittenti lineari titolari di autorizzazione amministrativa).
La delibera Agcom 390/24/CONS rappresenta il primo tentativo di regolamentazione europea per garantire equità e pluralismo, ma la sua efficacia dipenderà dall’attuazione concreta delle misure.

Nemmeno lo “squalo” emerge più

Nemmeno la pinna dello squalo compare più sulla coda del tettuccio delle nuove vetture: le antenne auto sono letteralmente evaporate sui modelli più recenti (e costosi).
Resistono sui modelli più economici; il che rende paradossale il fatto che su questi ultimi (che dispongono ancora di mini-stilo) la ricezione FM e DAB+ è decisamente migliore rispetto alle vetture di gamma superiore, che spesso dispongono di sistemi di ricezione posti sul parabrezza.
In questo articolo cerchiamo di fare il punto su un problema sommerso che, tuttavia, ha una rilevanza pari a quella della prominence del migliaio di servizi di interesse generale (SIG) radiofonici, affogati nell’offerta di oltre 100.000 flussi streaming audio su cui Agcom sta lavorando a seguito della delibera 390/24/CONS (la pubblicazione dell’elenco a seguito del primo popolamento effettuato a dicembre 2024 è prevista entro il 15/05/2025).

Le ragioni della scelta delle case automobilistiche

La questione di partenza è che, oggi, lato produttore, la scelta di un’ antenna per la ricezione FM e DAB+ in auto dipende sempre meno da fattori tecnici (qualità di ricezione) e sempre più, quantomeno sulle vetture più costose, da esigenze estetiche, mentre su quelle più economiche, da processi di riduzione dei costi che incidono su aspetti considerati meno rilevanti.

Antenne auto esterne classiche

Nel merito, se le tipiche antenne auto FM/DAB+ a stilo montate sul tettuccio in prossimità del cofano, del baule o del portellone (evoluzione di quelle retrattili e a frusta degli anni 60, 70 e 80) offrono intuitivamente la migliore ricezione possibile, dall’altra parte non paiono più allineate alle tendenze estetiche che vogliono l’assenza di elementi estranei al design del veicolo.

Antenne auto shark

Da questa considerazione è sorta la tendenza alla dotazione delle – meno ingombranti e più moderne – antenne auto cd. a pinna di squalo. Che, però, pagano una penalizzazione nella ricezione FM/DAB/GPS per compromesso dimensionale/funzionale (è chiaro che operando su bande di frequenza differenti – 87,5/108 MHz e 174/240 MHz – una medesima antenna non può avere prestazioni come quelle specifiche per ognuna di esse).

Antenne interne

Posizionate sul cruscotto o sul parabrezza, cioè all’interno del veicolo, le antenne auto dentro l’abitacolo sono certamente meno invasive per il layout esterno dell’auto (quelle sopra il dashboard hanno anche il vantaggio di non essere vincolate alla sostituzione del parabrezza). Di contro, subiscono una notevole riduzione della capacità di ricezione dei segnali, soprattutto DAB+.

Polarizzazione

Sull’installazione di una antenna auto a vetro, a parte l’incidenza di eventuali trattamenti sul parabrezza aventi effetti sulla ricezione, rileva il posizionamento del piano di massa (la carrozzeria) e l’orientamento (verticale o orizzontale), che dovrebbe rispettare quello della trasmittente, che, nel caso delle emissioni FM e DAB+, è quasi sempre una polarizzazione verticale, sebbene le riflessioni, soprattutto nelle aree urbane, alterino molto l’effetto finale (il segnale sovente non arriva in via diretta, ma riflessa).

Orientamento dell’auto

Ma, soprattutto nel caso dell’antenna auto a vetro (che può essere posizionata sia anteriormente sul parabrezza che sul lunotto posteriore), grava anche il senso di marcia della vettura rispetto alla sorgente radioelettrica (il trasmettitore), ponendosi l’auto, nei vari casi, esposta verso la provenienza del segnale, opposto ad esso o sul fianco. Con gli effetti evidentemente conseguenti sulla ricezione.

Amplificatore

C’è poi da considerare la presenza o meno di un amplificatore (le antenne a lunotto tipicamente ne sono dotate) che può essere a larga banda, filtrato sulla sola banda FM (nel quel caso sarà poco efficace nella ricezione DAB) oppure a doppia banda (come le antenne esterne shark).

Tasso di errore

Con l’opzione interna, il passaggio da una buona ricezione all’assenza della stessa è frequente per la maggiore esposizione al tasso di errore (indice del rapporto segnale/disturbo), con conseguente perdita di ricezione (il ricevitore va in muting per evitare la produzione di rumori digitali) soprattutto delle emissioni meno robuste, come quelle dei mux di radio locali.

Le ragioni economiche

Posto che la differenza tra un’antenna minimale ed una più evoluta è, in sede di produzione, nell’ordine di 25 euro, è chiaro che la motivazione dell’adozione di una o dell’altra è essenzialmente da ricondurre, soprattutto su modelli di auto più costose, a ragioni estetiche e di sensibilità concettuale nei confronti della ricezione di contenuti via etere (FM/DAB+/AM). O forse, per taluni osservatori, parte di una strategia più ampia.

Anche l’autoradio ha il suo peso

“Non è solo questione di antenne auto, ma anche di autoradio e specificatamente di quanti ricevitori esse hanno (3 FM, due DAB, GPS) ; circostanza che importa ovviamente necessità differenti”, interviene Marco Cavestro, esperto di digital audio broadcasting.

I sistemi di car entertainment

Solitamente per le auto sono disponibili due o 3 entertainment system: uno di serie e gli altri a sovrapprezzo. Per i sistemi con molteplici ricevitori è importante disporre di diverse antenne, anche se non ottimali. Quindi chi compra l’auto non dovrebbe badare solo alla stessa, ma possibilmente analizzare al meglio l’entertainment systems installato, le sue varie caratteristiche e le sue antenne.

Fiducia nel costruttore

Ma è evidente che un normale utente non si pone il problema, comprando solo l’auto che gli piace fidandosi del costruttore automobilistico. Per assurdo chi acquista una vettura ben predisposta per un ottimo entertainment system, ma sceglie quello di base, probabilmente avrà grossi problemi con la ricezione”, continua Cavestro.

Berti (Itel): il problema è un altro

Di diverso avviso l’ing. Francesco Berti di Itel, produttore di apparati broadcast per il DAB.L’antenna come stilo non esiste più da molti anni: oggi le vetture hanno antenne in diversity integrate nel parabrezza anteriore e lunotto posteriore, con un efficienza ottima, l’esempio di ciò è la mia BMW con la quale percorro brevi gallerie senza mai perdere il DAB; attraversando le stesse con una Jeep con antenna stilo esterna DAB specifica, mi ritrovo invece sganci della ricezione. Inoltre, la pinna normalmente è per il GPS e per la telefonia. BMW ad esempio ha sulla pinna GSM e GPS e sul lunotto posteriore antenne stampate per FM e DAB.

Problema marginale

Trovo il problema antenne un po’ marginale rispetto a quello del pessimo software degli infotaintment. Poi bisogna aggiungere che c’è radio e radio ricevitore. Molti sono fatti con tecnologia SDR e di pessima qualità, poi è chiaro se sgancia non possiamo pretendere: dentro ci trovi una chiavetta USB da 2 euro“.

Propensione

E’ ormai palese la propensione delle case automobilistiche nel favorire la fruizione di contenuti audio/video in streaming, sia per questioni sistemiche (interazione con altri servizi IP, quali navigatori, sistemi di messaggistica, telefonia, ecc.) che strategiche (controllo nella somministrazione)”, interviene Massimo Rinaldi, ingegnere di Com-Nect, società di ibridazione broadband/broadcast (gruppo Consultmedia).

Questioni di priorità

“Non stupisce quindi la sempre minore attenzione posta dalle case automobilistiche alla qualità di ricezione di segnali FM/DAB+ rispetto a quella dei sistemi audio. Se vogliamo effettuare un parallelismo di concetto, accade come coi costruttori di immobili, dove l’antenna di ricezione tv sui tetti riceve minori attenzione rispetto al cablaggio per il passaggio di collegamenti in fibra o comunque per la banda larga, nella consapevolezza che il futuro sarà quello della ricezione di contenuti audio/video via IP” continua l’ingegnere.

Low cost

Ma se ciò è vero per quanto riguarda i modelli di auto più costosi, sul lato opposto, la mannaia dei costi dell’automotive cade su ogni elemento che può consentire anche l’abbattimento di poche decine di euro, come, appunto, nel caso dell’antenna. Al punto che si inizia a pensare a soluzioni ancora più low cost.

L’idea di LG con Saint-Gobain Sekurit

LG, per esempio, sta sviluppando una sua speciale tecnologia in grado di sostituire le antenne auto con dei semplici adesivi da nascondere all’interno del vetro. Il prodotto, realizzato col produttore francese di vetro Saint-Gobain Sekurit, mira a realizzare un’antenna trasparente che può essere posizionata discretamente sopra o all’interno del parabrezza o del tetto apribile.

Antenne auto sostituite da adesivi connessi

Sul piano delle prestazioni le opinioni sono però divergenti. Secondo gli operatori radiofonici, la soluzione non pare garantire particolare efficienza nella ricezione di segnali DAB+ (forse un leggero miglioramento per quelli FM), mentre per LG, l’opzione sarebbe migliorativa, quantomeno rispetto alle altre formule di ricezione interna, ponendosi, in qualche modo, a metà strada tra l’in-car e l’out-car.

Eccezionali prestazioni

Creata grazie alla nostra stretta collaborazione con Saint-Gobain Sekurit, l’antenna trasparente è un prodotto di nuova generazione che ha dimostrato le sue eccezionali prestazioni di comunicazione per applicazioni automobilistiche attraverso test sui veicoli”, afferma Eun Seokhyun, presidente di LG Vehicle Component Solutions Company.

Operatori con le armi spuntate

Poste tali considerazioni è evidente che lato operatori radiofonici ben poco si possa fare per compensare le decisioni assunte dalle case automobilistiche in sede di produzione, né è pensabile che l’utente finale possa e voglia intervenire installando, aftermarket, antenne auto differenti (soprattutto nel caso della sostituzione di un’antenna interna con una esterna).

Opzioni

Escludendo (per ovvie questioni economiche e tecniche) il potenziamento degli impianti trasmittenti, le uniche soluzioni risultano essere una imposizione di best practice da parte degli enti regolatori (di caratura UE, magari attraverso la puntualizzazione dell’obbligo di dotazione di una interfaccia DAB+) o, più plausibilmente, la presa d’atto della tendenza col conseguente dirottamento della pressione sulle misure di prominence sulla ricezione di contenuti in streaming.

Prominence

Questioni di cui occorrerebbe discutere al tavolo tecnico ex delibera n. 390/24/CONS, con la quale l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato le “Linee guida in materia di prominence dei servizi di media audiovisivi e radiofonici di interesse generale”.

Primo tentativo di regolamentazione europea dei SIG

Quello di cui alla Del. 390/24/CONS, lo ricordiamo, è il primo tentativo regolamentare europeo per garantire il pluralismo mediatico ed una maggiore equità nell’accesso ai contenuti audiovisivi e radiofonici in un contesto dominato da piattaforme globali.

Mai così attuale

Un provvedimento la cui necessità, nei tre anni precedenti, questo periodico ha sostenuto con la massima energia possibile, facendo da incubatore di gran parte delle indicazioni poi recepite dall’Autorità.

Intendimento ambizioso

Tuttavia, il successo dell’ambizioso intendimento di Agcom dipenderà dalla capacità di tradurre gli obiettivi regolamentari in azioni concrete, bilanciando interessi divergenti e superando ostacoli tecnologici, economici e politici. Come quelli oggetto del presente articolo. (G.M. per NL)

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