Il caso dei chip FM degli smartphone ha assunto ormai rilievo governativo negli Stati Uniti. Dopo le invocazioni dei cittadini coinvolti nei recenti disastri naturali e delle associazioni radiofoniche (NAB in prima linea) anche Ajit Pai, presidente della Federal Communications Commission (FCC, agenzia governativa statunitense incaricata di regolamentare l’utilizzo delle telecomunicazioni) si è pronunciato sul tema, sostenendo l’indispensabilità dell’attivazione del chip FM negli smartphone, ma escludendo ogni intervento legislativo impositivo: Pai ha sollecitato un’azione volontaria delle case di produzione dei telefonini più diffusi, per la prima volta appellandosi direttamente a Apple.
Secondo Ajit Pai, infatti, la FCC non avrebbe i poteri necessari per emanare un atto legislativo che impone l’attivazione del chip FM alle case di produzione e, d’altronde, si tratterebbe di un intervento dirigistico distante dall’atteggiamento liberista del governo statunitense; tuttavia una presa di coscienza autonoma da parte dei produttori sarebbe opportuna ed è caldamente raccomandata dalla Commissione Federale per le Comunicazioni.
Già lo scorso febbraio, nella prima apparizione in qualità di presidente della FCC, Pai (in foto) aveva definito paradossale il fatto che gli smartphone si evolvano quotidianamente con applicazioni che consentono di fare qualcosa di nuovo, ma non possano fungere da ricevitori FM, funzione comune a qualunque banale walkman progettato negli anni Ottanta. La ricezione in FM, secondo il presidente della FCC, rappresenterebbe un valore aggiunto per i possessori di smartphone che sarebbero ben contenti di ascoltare musica e notizie limitando il consumo di batteria e dati di navigazione (e il fatto che in Messico si venda un gran numero di telefoni con il chip FM attivo, ne sarebbe la dimostrazione).
In una nota ufficiale del 28 settembre, Pai ha sottolineato che l’attivazione dei chip FM risponde non solo al buon senso o alla soddisfazione dei consumatori, ma a precise esigenze di pubblica sicurezza: “durante un disastro naturale le connessioni wireless si interrompono, mentre l’attivazione dei chip FM permetterebbe ai cittadini americani di usare gli smartphone per accedere a informazioni vitali. Un plauso a tutte quelle compagnie telefoniche che hanno fatto la cosa giusta attivando il chip FM nei telefoni da loro prodotti”.
Sorprendentemente, poi, Pai si è sbilanciato richiamando apertamente Apple, casa produttrice degli smartphone più diffusi che si è sempre opposta all’attivazione del chip FM: “Apple è una delle maggiori produttrici di telefoni che resiste all’attivazione dei chip, ma spero che voglia riconsiderare la propria posizione, considerando gli effetti devastanti degli uragani Harvey, Irma e Maria”. Poi, lancia un appello diretto: “chiedo ad Apple di attivare i chip FM presenti negli iPhone. Apple deve mettere al primo posto la sicurezza degli Americani. Faccia la cosa giusta, Tim Cook [a.d. di Apple, nrd]. Attivi il chip. Delle vite dipendono da questo”.
Qualcuno si è chiesto se i nuovi modelli di iPhone, totalmente privi di entrata jack, possano comunque essere usati come ricevitori FM se il chip venisse attivato: la risposta – tranquillizza il presidente di NextRadio Paul Brenner – è affermativa; è tecnicamente possibile usare un iPhone come ricevitore FM collegandolo ad un’antenna anche senza utilizzare fili. Tuttavia Apple, in risposta alla nota della FCC del 28 settembre, ha reso noto che i modelli 7 e 8 di iPhone sarebbero addirittura privi di chip FM, dichiarazione che taglia solo parzialmente la testa al toro, visto che nulla è stato detto sui modelli precedenti, ancora diffusi tra la popolazione. L’ostacolo maggiore rimane dunque l’atteggiamento di Tim Cook, che continua a fare orecchie da mercante alle richieste ormai esplicite del governo.
Il perché non è comprensibile, anche se qualcuno mormora che l’atteggiamento sia da ricondurre alla volontà di Apple di non accettare l’asservimento di propri strumenti ad utilizzi non strettamente funzionali all’impiego per cui sono stati progettati. Come dire: l’iPhone non nasce come ricevitore radio FM, ma esclusivamente come smartphone. Forse anche e soprattutto in considerazione che le radio sono concorrenti di Apple Music…
Secondo altri, l’atteggiamento ostativo di Apple sarebbe invece un vero e proprio guanto di sfida verso i broadcaster, colpevoli di non voler accettare il primato degli smartphone come prossimo ricevitore unico delle trasmissioni radio (sia in condizione stand-alone che in mirrorlink sulle auto interconnesse). (V.D. per NL)