L’annuale IAB Forum, incontro sulla comunicazione pubblicitaria digitale a cui partecipano esperti e aziende del settore, conferma una tendenza che appare ormai irreversibile: il mercato dell’advertising si sposta sempre più verso il web, con aumenti costantemente a due cifre, mentre gli altri media perdono inesorabilmente quota.
Impressionante il dato sugli investimenti pubblicitari degli ultimi cinque anni: – 27,7% la stampa, – 11,7 la TV, + 9,3% (in leggera controtendenza) la radio, ma addirittura + 46% per i media digitali. Il tema del forum era sintetizzato nello slogan “The New Normal”, a sottolineare la capacità della rete di innovare continuamente i propri standard e creare nuove opportunità di comunicazione. Le tendenze attuali vedono tre settori in impetuosa crescita: l’accesso da dispositivi mobili, il video online e l’utilizzo dei social network. Sul primo fronte, le previsioni dicono che nel 2014 avverrà lo storico sorpasso degli utenti in mobilità rispetto a quelli in postazione fissa. Il fattore di successo sembra essere stato l’avvento delle “app” unito alla diffusione dei collegamenti in larga banda. Il trend è così promettente che si prevede che gli operatori disinvestiranno dalla rete fissa per concentrarsi su quella mobile (Il grande successo della recente asta per le frequenze del dividendo digitale esterno sembra in effetti confermarlo). La disponibilità di reti mobili broadband è anche elemento strategico per un altro dei servizi in crescita: il video online, fruito dal 71% dei navigatori italiani. Un gradimento superato solamente da quello riservato ai social network (86%). Ciò che emerge è in sostanza un modello di utilizzo di internet “semplificato”, un po’ televisivo e condito con l’interattività narcisistica alla Facebook. Modello che farà inorridire i puristi della rete, ma indubbiamente efficace nell’avvicinare al web un pubblico sempre più ampio, per la gioia di pubblicitari, esperti di marketing e aziende investitrici. Unica nota dolente nel panorama italiano sembra essere la mancanza di competenze specifiche nel settore dell’advertising online. Un gap culturale che rischia di farci perdere l’ennesimo treno per l’innovazione. (E.D. per NL)