Tutto pronto per il lancio della nuova offerta fibra-tv: il pacchetto prevede l’ultra banda larga Telecom e i contenuti Sky Italia, permettendo la ricezione dei canali via satellite con il broadband e non attraverso la parabola.
Aria di primavera, aria di cambiamenti per i due colossi Telecom e Sky: l’accordo, operativo dal mese di aprile, consentirà di eliminare i limiti infrastrutturali di molte abitazioni, come quelle dei centri storici delle grandi città, quali Siena, Firenze e Venezia, abitate da famiglie benestanti e in perfetto target Sky, in cui non è possibile installare parabole per vincoli di ogni genere. Poi si punterà anche a quella fetta di pubblico che per il momento non ha sottoscritto un abbonamento alla pay tv di Rupert Murdoch: il brand di Telecom Italia infatti gode di una forza maggiore di ingresso nelle case degli italiani, evocando il vecchio e rassicurante monopolio telefonico. Ma come funzionerà l’offerta? Se per il momento non è ancora stato ufficializzato il costo del pacchetto – che potrebbe attestarsi a quota 60 euro mensili secondo gli analisti -, quel che è certo è che nelle case dei nuovi clienti verranno installati un modem ultrabroadband di Telecom Italia e un decoder MySky Hd. Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Marco Patuano si impegnerebbe poi ad acquistare dal gigante pay almeno 120 mila decoder all’anno per cinque anni, assicurando un minimo garantito dell’ordine di 70 mln di euro annuali. Certo è che guardando l’accordo con gli occhi del gruppo di tlc, l’obiettivo è quello di offrire al parco clienti degli ottimi e validi motivi per sottoscrivere abbonamenti alla ultra banda larga: la possibilità di accedere all’offerta Sky fungerà dunque da leva di marketing interessante al fine di allargare il mercato e aumentare il fatturato e gli utili societari. "Vogliamo offrire ai nostri clienti servizi sempre più evoluti e caratterizzati da standard qualitativi elevati – aveva dichiarato nell’aprile 2014 Patuano – e questo lo possiamo fare grazie alle prestazioni consentite dalle nuove reti ultrabroadband che stiamo realizzando nel paese con un programma di investimenti impegnativo. La maggiore velocità di connessione, che renderemo disponibile dal 2015, rappresenta un importante step evolutivo delle potenzialità offerte dall’architettura FTTCab (Fiber to the Cabinet), ovvero fibra fino all’armadio e poi rame fino a casa, la quale si conferma in questo modo come uno dei fattori chiave nel perseguimento della nostra strategia che punta a valorizzare il segmento del fisso anche attraverso un’offerta di contenuti multimediali di pregio". Negli scorsi giorni i due gruppi hanno tenuto a precisare che la loro intesa non sarà in alcun modo esclusiva e che ci potranno essere in futuro possibili aperture anche con Mediaset Premium, Netflix e altri operatori, ciascuno dei quali dovrà poi produrre un proprio decoder da installare nelle case dei clienti. L’interconnessione sempre più stretta tra telco e contenuti resta comunque una tendenza ormai diffusa sui mercati europei e internazionali, come espresso più volte da questo periodico: questo 2015 dunque potrebbe essere per il nostro paese l’anno dell’affermazione della tv via internet. Intanto tra le emittenti generaliste (definite molto spesso “telemorenti”), ce n’è una che non perde un colpo, rastrellando continui successi e incrementi d’ascolto: stiamo parlando della punta di diamante del Biscione, Canale 5. Dando un’occhiata ai numeri, come riporta un articolo di ItaliaOggi di martedì 17 marzo, negli ultimi due anni lo share è di salito di quasi un punto percentuale, sia nel day time che nelle 24 ore: “in questi anni di iperaffollamento di reti e di frammentazione degli ascolti – racconta Giancarlo Scheri, direttore di Canale 5 – noi siamo sempre cresciuti con regolarità, anno dopo anno: il 2013 meglio del 2012, il 2014 meglio del 2013. Il 2015 è iniziato benissimo e nelle ultime settimane la crescita è esponenziale, esplosiva”. Dallo Show dei record a Pomeriggio 5, passando per gli altri storici Striscia La Notizia, C’è posta per te, Amici e Verissimo, molti sono i brand che ormai godono di una serialità che fidelizza e fa affezionare il pubblico, che continua ad apprezzare e seguire la rete. “Abbiamo lavorato tanto all’innovazione dei format, dei prodotti che conservano lo stesso nome ma cambiano pelle nel corso delle stagioni. La ricetta di Canale 5 – continua Scheri – è fidelizzare il pubblico costruendo un palinsesto solido nel tempo. Senza mai tirare i remi in barca anche nei periodi difficili, ma trovando nuove formule che abbassino i costi senza incidere sulla qualità finale”. Insomma il mix tra vecchio e nuovo, tra tradizione e innovazione continua a funzionare e procede a vele spiegate: ma sarà così anche dopo lo sbarco delle nuove tv in streaming? Non ci resta che attendere. (V.R. per NL)