Era stato annunciato appena pochi giorni dopo l’insediamento di Paolo Gentiloni al dicastero di Viale Europa, ma è partito ufficialmente lo scorso 21 luglio, dopo 24 ore di trepidazione per problemi tecnici che non ne consentivano il lancio, il nuovo sito del Ministero delle Comunicazioni. Mandato in pensione il sito www.comunicazioni.gov.it ed il suo stile un po’ pomposo e difficile da fruire, il nuovo portale si chiama www.comunicazioni.it (ma da tale indirizzo era accessibile da tempo anche nella vecchia formulazione) e, dopo un anno di colpevole ritardo, è arrivato in rete, consultabile da tutti i cittadini. Lo stile, totalmente rinnovato, s’è ispirato a quello “minimal” dei blog più in voga del momento (Grillo e Di Pietro su tutti), i contenuti sono variati con il congenito variare della società delle comunicazioni. Spulciando notizie in prima pagina ed aree tematiche, però, si nota un’autoreferenzialità quasi nauseante. Va bene che il sito del Ministero non sembra poter far altro che parlare dei fatti (decisamente più) e misfatti (molto meno) che riguardano il ministro e la sua compagnia ma, a ben guardare, la figura di Gentiloni pare esageratamente esaltata. Una nota positiva, invece, riguarda una sorta d’indagine sul gradimento dei cittadini nei confronti del sito e delle sue differenti aree, con tanto di valutazione (da “poco utile” a “molto utile”) circa l’utilità dei contenuti proposti. Come dire, un filo diretto coi cittadini, un modo per farsi avvertire da loro come più vicini. Salvo, poi, cadere in contraddizione dal momento che, sollecitati da ripetute e-mail provenienti dalla nostra redazione a riguardo della crisi che attanaglia da tempo alcune sedi periferiche (Milano e Napoli in primis), l’Ufficio Stampa del Ministero (contattabile tramite il sito) non ha dato cenni di vita, restando immotivatamente silente ai richiami. Alla faccia della comunicazione e del filo diretto. Giorni fa, infatti, sul nostro periodico telematico erano stati pubblicati alcuni articoli che davano conto delle disfunzioni degli Ispettorati territoriali del Ministero. Nel rispetto del contraddittorio, questa redazione aveva provveduto (anche per permettere un’eventuale replica), via mail, ad informare della pubblicazione il Capo Ufficio Stampa (e portavoce del Ministro), Sergio Bruno, al fine d’instaurare un confronto, costruttivo ed arricchente per entrambe le parti. Ma niente, nessuna risposta. Allora l’invito al dialogo era stato rinnovato, contattando direttamente l’Ufficio Stampa, facente capo a Flaminia Lais, ma anche questa volta nulla. Va bene, allora, il nuovo sito più facile da consultare, ma una maggiore disponibilità al confronto rafforzerebbe ulteriormente credibilità ed affidabilità del Ministero delle Comunicazioni, già pesantemente sotto tiro da più parti. (Giuseppe Colucci per NL)