Il comico genovese anche stavolta fa il pieno, ma le principali tivù nazionali snobbano l’evento
Erano in 120.000, secondo gli organizzatori, i cittadini italiani scesi in piazza ieri, a Torino, assieme a Beppe Grillo, per mandare a quel paese l’informazione italiana. E bisogna contare anche tutte le migliaia di persone che, in più di cento città d’Italia, si sono recate ai banchetti organizzati dal comico-capopopolo e dall’ex Ministro Di Pietro, per firmare la proposta di referendum sull’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti, sulla cancellazione dei finanziamenti pubblici all’editoria e sull’abrogazione della legge Gasparri, salva-Rete 4. In tutto, sempre secondo gli organizzatori, le firme raccolte sarebbero 450.000, risultato che, se confermato, sarebbe plebiscitario. Queste cifre, unite alla presenza in Piazza San Carlo di emittenti televisive internazionali quali BBC o Al Jazeera (ma non delle principali emittenti italiane, cosa che dovrebbe far rabbrividire i più, specie coloro che conoscono un minimo di nozioni riguardo la “notiziabilità”), lasciano pensare che, dopo il grande successo ottenuto dal primo Vaffa-Day dello scorso 8 settembre 2007 (allora a quel paese fu mandata la classe politica italiana), anche questa seconda edizione sia stata un trionfo. Certo, occorre discernere, valutando a freddo, tra il clamore dell’evento in sé e l’utilità politica che questo potrà avere. Perché se Grillo è certamente uno dei capipopolo più carismatici e certamente più informati e coerenti del panorama italiano, non va sottovalutato l’effetto-show, nel senso di tutte le migliaia di persone accorse a Torino per assistere ad uno (pare brutale, ma è così) show gratuito del “costoso” Grillo. E poco importa se questi sventolassero stendardi inneggianti al V-Day (ma non inneggianti a nessuna parte politica, per precisa volontà dell’organizzatore) o cantassero la canzone di Leo Pari (inno ufficiale del V-Day) o, ancora, riecheggiassero il comico mentre mandava a quel paese questo o quel personaggio. Beppe Grillo prima ancora che un personaggio dal grande impegno politico e sociale è un grande comico, capace d’attirare quasi un milione di persone in tutta Italia con i suoi spettacoli. E questo è un aspetto da non sottovalutare nell’analisi del fenomeno-Grillo. (G.M. per NL)