Dovrebbe riprendere dal prossimo mese di ottobre il processo di transizione definitiva dalla tecnologica televisiva analogica a quella digitale terrestre.
Secondo alcune indiscrezioni, infatti, nella Regione Liguria, con esclusione della provincia di La Spezia, lo switch off dovrebbe compiersi dal 10 ottobre al 4 novembre 2011. Seguirà la digitalizzazione dell’Area Tecnica 9 – comprendente Toscana, Umbria e province di La Spezia e Viterbo – prevista tra il 7 novembre e il 2 dicembre – per completare nel 2011 con le Marche (A.T. 10) dove lo switch off sarebbe programmato dal 5 al 21 dicembre. L’Abruzzo, il Molise e la provincia di Foggia, incluse nell’A.T.11, dovrebbero transitare al nuovo sistema televisivo nel primo semestre del 2012. Intanto, in attesa che venga pubblicato il calendario ufficiale, si susseguono le dichiarazioni dei rappresentanti delle Regioni interessate. Dopo l’annuncio relativo allo spegnimento dell’analogico nella Regione Umbria, il cui assessore alle Infrastrutture immateriali Stefano Vinti, nei giorni scorsi, ha indicato appunto le date dello switch off tra il 7 novembre e il 2 dicembre, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi è intervenuto sull’argomento, definendo la transizione alla tecnologia numerica un’importante sfida a cui la Regione si sta preparando al fine di renderla il più possibile agevole per gli utenti. A questo punto l’attenzione è rivolta alla pubblicazione del bando, che si attende nei primi giorni di luglio, con cui il Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni assegnerà i diritti d’uso delle frequenze radiotelevisive alle emittenti locali sulla base di quanto stabilito all’art. 4 del D.L. n. 34/2011, convertito nella L. n. 75/2011. Come noto, tale disposizione ha previsto la formazione di apposite graduatorie, da predisporsi per ciascuna area tecnica o regione, in cui le emittenti che ne faranno richiesta andranno a collocarsi in relazione ai punteggi ottenuti sulla base dei seguenti criteri: entità del patrimonio al netto delle perdite; numero dei lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato; ampiezza della copertura della popolazione; priorità cronologica di svolgimento dell’attività nell’area, anche con riferimento all’area di copertura. Il peso attribuito a ciascuno dei quattro criteri verrà definito nei bandi ministeriali. Attenzione rivolta anche alle normative regionali che dovranno disciplinare la digitalizzazione degli impianti televisivi. Al pari di altre regioni già passate al DVB-T, come Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, che hanno emanato apposite normative al fine di rendere più snelle le procedure per la regolarizzazione degli impianti una volta convertiti in digitale, la Toscana ha operato modifiche in tal senso alla legge regionale e si attende la nuova disciplina della Liguria. (D.A. per NL)